FLATTLEY PEDALS THE WAH

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Allo scopo di dare vita a The Wah, Flattley Pedals da una parte prende a modello alcuni tra i wah più apprezzati, facendo leva su un principio elettronico ben noto agli addetti ai lavori (Twin T Resonant Filter), grazie a cui i pedali wah d’epoca si impossessano di un’impronta timbrica peculiare, riconoscibile, per molti insostituibile. Dall’altra parte, il brand britannico intraprende la sfida di combinare la tradizione con caratteristiche moderne, tra cui, un potenziometro da 100K costruito su specifiche proprietarie e un’estetica con una finitura Oil Slick che intende catturare l’attenzione su qualsiasi pedaliera.
COSTRUZIONE
Un wah è, in buona sostanza, un circuito che impiega filtri per generare la classica modulazione delle medie frequenze, conferendo...
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al suono quella colorazione vocale tanto amata da chi suona la chitarra elettrica: Jimi Hendrix, Eric Clapton, Jimmy Page, Steve Vai, Joe Satriani, John Petrucci, Zakk Wylde, Kirk Hammett, Slash, John Frusciante, Jerry Cantrell, sono tra i guitar-hero che utilizzano il wah. Detto ciò, il Flattley Wah sceglie di basare la propria identità sul noto Twin T Resonant Filter, sviluppato anni fa e ampiamente sperimentato su diversi vintage wah.
Il concetto di Twin T Resonant Filter ruota attorno a un insieme di componenti, passivi e attivi, volti a enfatizzare in modo progressivo e selettivo un certo range di frequenze. Proprio nell’esaminare i circuiti di più di uno storico pedale di tale tipo, Flattley individua elementi ricorrenti, come l’induttore, la resistenza e il condensatore, calibrati in maniera tale da creare il picco di risonanza tipico di un wah, dunque si pone l’obiettivo di replicare quel “risucchio” di frequenze che ha fatto la storia del rock, del funk e dei generi contemporanei.
Per avere la certezza che la rotta sia quella giusta, il brand britannico fa testare i prototipi a chitarristi che amano utilizzare i wah di tipo vintage e, soltanto quando essi esprimono la piena soddisfazione, Flattley decide che il progetto è pronto per diventare definitivo. Il risultato è un pedale la cui escursione timbrica, soprattutto in combinazione con il potenziometro da 100K, vuole garantire un’apertura di frequenze ampia, uno sweep marcato e una definizione sempre presente, anche sotto carichi di distorsione importanti.
DESIGN
Se dal punto di vista circuitale il Flattley Wah attinge a un design classico, sul piano estetico si distingue nettamente, allo scopo di rivelarsi un vero e proprio valore aggiunto: la grafica Oil Slick, frutto di un processo di hydro-dipping, o cubicatura, conferisce infatti all’enclosure riflessi e motivi che catturano l’occhio... anche in penombra. Inoltre, grazie alle sfumature che la tecnica di verniciatura ad immersione produce in modo quasi naturale, ogni pedale risulta leggermente diverso dall’altro: un vero e proprio plus estetico.
Un ulteriore elemento distintivo lo fornisce la piastra LED di colore blu: il tratto che caratterizza i pedali Flattley, qui però enfatizzato dalle dimensioni generosi della base del wah stesso. In sostanza, attivando il pedale, la sua base si illumina, rendendo visibile in modo immediato lo stato On/Off: inutile precisare che si tratta di un dettaglio decisamente utile sul palco.
Se la robustezza dell’enclosure è palpabile, il meccanismo basculante controllato e dalla scorrevolezza è molto piacevole. Il feeling sotto al piede è quello di un pedale meccanicamente stabile, dotato di una cerniera votata a garantire l’adeguata resistenza all’oscillazione: dunque, non troppo “molle” o, al contrario, eccessivamente rigida.
100K, la precisione Flattley
Uno degli elementi centrali, nonché “firma” del Flattley Wah, è il potenziometro custom che costituisce il cuore del pedale. Spesso nei classici pedali wah si ritrovano pot (potenziometri) da 100K o 200K: Flattley, diversamente, opta per uno da 100K realizzato per il progetto, con l’idea di restituire un feeling coeso e coerente all’intera escursione del pedale, riducendo dispersioni o cali di linearità che potrebbero penalizzare un wah impiegato a lungo.
Il potenziometro Flattley, oltre a consegnare un’escursione precisa, lavora in sinergia con l’induttore e gli altri componenti di filtro: ciò significa che, dal punto di massima enfatizzazione delle medie frequenze, sino alla zona più acuta, si percepisce un passaggio molto fluido. Per i chitarristi che amano passare da fraseggi puliti a parti solistiche sature e mordenti, questo è un fattore importante: avere un pedale wah che non impasta il suono quando abbinato a gain elevati, è un aspetto cruciale tanto quanto disporre di un’escursione ben definita quando si resta in ambito clean.
SUONO
L’esperienza diretta riferita dai beta-tester e dagli artisti che hanno provato il Flattley Wah si concentra sulla capacità del pedale di mantenere un ‘timbro vocale’ e articolato, sia in condizioni di gain elevato, sia nei contesti puliti. Molti wah, quando investiti da dosi ingenti di volume e distorsione, tendono a schiacciare certe frequenze, restituendo di conseguenza un suono confuso; diversamente, il Flattley Wah, ricerca headroom e presenza, senza lasciare che il segnale si riempia eccessivamente nell’area delle medio/basse frequenze.
In ambito clean, il Flattley Wha genera una modulazione dinamica, creando un effetto ‘quasi umano’ adatto a sottolineare passaggi o fraseggi che fanno la felicità di parecchi chitarristi R&B.
In ambito rock e metal, la sua curva d’attacco si mantiene compatta, evitando che le note più acute diventino eccessivamente pungenti e che dunque anche i fraseggi veloci in legato o alternate picking possano beneficiare di una proiezione più incisiva, senza sacrificare il tratto caratteriale di ogni singola nota suonata.
Flattley specifica inoltre che The Wah è compatibile con ogni tipo di pickup, anche con sistemi attivi dotati di un output elevato, ma anche in testa alla catena, dopo un buffer, e prima di un fuzz.
CONCLUSIONI
Il Flattley Wah combina le storiche specificità del mondo wah con alcune soluzioni moderne, come la piastra LED e una finitura estetica d’impatto. L’equilibrio tra il timbro più classico e la versatilità orientata ai generi più attuali, rende questo pedale uno strumento adatto a chi suona rock, fusion, blues e le più diverse declinazioni. L’aspetto che emerge con più forza è la capacità di restituire un suono coeso e intelligibile, capace di non annullare le sfumature del playing quando il gain cresce di intensità. Nei contesti puliti il Flattley Wah enfatizza la gamma delle medie in modo morbido e rotondo, suggerendo quell’effetto ‘vocale’ che arricchisce ogni nuance.
In un mercato popolato da rivisitazioni dei classici, la scelta di approfondire la tradizione analizzando i circuiti dei wah più iconici e di confrontarsi con i musicisti sul campo, è il valore aggiunto del Flattley Wah. Il risultato è un pedale wah che non si discosta dallo storico DNA, ma lo rivisita con opzioni e scelte costruttive al passo con i tempi. Partendo dall’enclosure, per arrivare alla resa sonora, il Flattley Wah è un pedale interessante per chi punta alla qualità artigianale, al tipico imprinting dell’effetto wah, e a una progettualità attuale e moderna.
A differenza di altri effetti per l’elaborazione del suono, il wah non viene inserito/disinserito in base alle necessità del brano da suonare, ma viene controllato con il piede alla stregua di un pedale d’espressione, modificando potenzialmente il suono di ciascuna nota suonata con la chitarra.
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