Sixx:A.M. - "Vol.2 Prayers For The Blessed"

recensione
Uscito in aprile, il primo lotto firmato Sixx:A.M. aveva messo immediatamente in mostra quelle che sono le peculiarità della proposta musicale in questione, ovvero una band d’esperienza ma non vittima dell'illustre passato dei propri componenti. Quello dei Sixx:A.M. è un rock muscolare, una miscela di melodie accattivanti che trascinano un treno in piena corsa, in buona sostanza quello della band è hard rock nella sua miglior espressione. Prayers For The Damned aveva posto le basi per un auspicabile buon seguito, ma è anche vero che non è sempre facile mantenere le aspettative quando due prodotti discografici vengono pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro.
Indubbiamente si può iniziare con il dire che il secondo capitolo del progetto mostra...
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chiare le tracce di un processo compositivo comune fra i due lavori. Prayers For The Blessed è infatti stato scritto e registrato insieme alla sua “dannata” controparte, scelta che si rivela vincente in quanto portatrice di continuità e coerenza ai brani dei due album. In un secondo momento è invece giusto mettere in chiaro come l’esplosività che aveva caratterizzato la prima uscita sia ancora intatta anche in questo nuovo album, che però, forse anche in virtù della contrapposizione di due titoli, sembra esprimere subito un senso di maggior luminosità sonora.
Sarà forse corpa del “blessed” del titolo, ma lungo le undici tracce che compongono la scaletta si rende presto evidente la sensazione di trovarsi di fronte ad un album più aperto a percezioni uditive positive, laddove invece il primo capitolo era imbevuto di una linfa subdolamente seducente. Brani come Suffocate, Maybe It’s Time, oppure We Will Not Go Quietly, sono buoni esempi della dirompente verve che anima il nuovo capitolo firmato Sixx:A.M., malgrado ciò la dicotomia bene-male, luce-ombra, inferno-paradiso, emerge forte così come aveva fatto nel primo volume.
Quella del gruppo è una luce che si sprigiona dalle tenebre, che trova sfogo fra le ferite, e che pertanto seduce e rapisce; Prayers For The Blessed, così come il suo ravvicinato predecessore, è una raccolta di brani che, pressoché in ugual maniera, potrebbero benissimo finire per essere ottimi singoli da classifica, con Barbarians e That’s Gonna Leave a Scar a guidare il tutto per coinvolgimento dell’ascoltatore.
Altro elemento ad emergere in maniera importate da questo nuovo album è sicuramente lo scarto dinamico che lo distacca dal primo volume; fra le tracce della tracklist si riconosce un attento lavoro di orchestrazione dinamica, fattore certo non di poco conto visto il genere musicale affrontato. A porre la ciliegina sulla torta arriva poi un’inaspettata, tanto quanto ben riuscita, reinterpretazione di Without You, grande classico di Harry Nilsson, che la band fa splendere in maniera encomiabile e senza perdere in alcun modo di credibilità.
In definitiva Vol. 2 Prayers For The Blessed conferma tutto ciò che di buono si era pensato all’uscita del primo capitolo, e consegna definitivamente una band che a pieno diritto si posiziona fra i piani più alti della scena hard rock odierna. Consigliato a tutti quelli che hanno voglia di agitare il capo, fare eco ai ritornelli e dimenarsi per una buona ora di musica.
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